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Fantasia in blu maggiore
giovedì 20 Ottobre 2016
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JPEG Era uno di quei giorni in cui, per così dire, era scoppiata la primavera, un giorno in cui ti prende la voglia di uscire e fare una lunga passeggiata per la campagna in fiore. Qui, a seconda dei percorsi, puoi trovare lunghe file di cuculi, con i quali hai appena dipinto in blu le uova pasquali, secondo l’artistica usanza delle nonne; le hai appena dipinte o le dipingerai se non l’hai ancora fatto (dipende da quando arriva la Pasqua)!

Si tratta di un fiore dalle campanelle che assomigliano a minuscole mongolfiere blu.

Sul suo nome se ne raccontano tante, ma la realtà è che si chiama così, cucùlo, come l’uccello, appunto perché ne nasce uno ogni volta che il cucùlo fa cucù! In questi giorni, se prendi il sentiero che porta più lontano, scopri, dopo qualche curva della strada, una fittissima e lunga siepe di rosmarino fiorito. Colore ovviamente marino – e anche da acquerello, ossia da pittore – quello dei suoi fiori. Questa rugiada blu, se la osserviamo da vicino e riusciamo a sostenere il suo odore penetrante, ci richiama un blu antico, poco consueto, come quello del mare di Giovanni Pascoli: «quel turchino».

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Basta guardare un po’ più in là che vediamo ai bordi della strada, e anche nel campo, una pelosa distesa di borragine. Come alziamo lo sguardo vediamo la montagna lontana, quasi bluastra, che si staglia a fatica nel cielo, come se il colore della volta celeste le fosse piovuto addosso. In un giorno di questi, se accendi la radio non puoi che ascoltare Gershwin; intendo, naturalmente, la sua indimenticabile Rapsodia. Se invece apri un libro, che so io, di mitologia ti imbatti sicuramente in Giacinto che si trasforma nell’omonimo fiore. Il colore? Quello che gli ha dato il Tiepolo, naturalmente.

Mi vengono in mente i cavalli di Paolo Uccello, quelli della Battaglia di San Romano, in particolare i due stramazzati, che hanno lo stesso colore del manto delle Madonne Annunciate. E come non pensare alla Madonna del Parto di Piero della Francesca?

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Ora, però, il cielo della nostra giornata ideale – di quale colore potrebbero, infine, essere le idee, se ne avessero uno? – si fa un po’ più scuro. Bisogna rientrare.

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Raffaele Giannetti, Centro per lo studio del Paesaggio e del Giardino, San Quirico d’Orcia, Italie

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