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Il blu vegetale nella stampa della tela di Ravenna
mercoledì 14 Dicembre 2016
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In ogni regione ci sono forme d’arte ad uso e consumo del’uomo comune e della comunità domestica. Più che d’arte, in questi casi, usiamo parlare di artigianato artistico, poiché da un’idea funzionale si è sviluppata una maestria, una produzione tecnica raffinata: dove c’è unità tra mano e cuore. Le stampe romagnole rientrano pienamente in questa categoria come espressione di una tecnica locale, spesso di tradizione familiare, con la cura, la premura e l’ uso che consegue al trattamento degli arnesi da lavoro, alla metodicità, fino ai racconti del passato che si velano di un sapore leggendario.

In questo mondo capita spesso di tramandarsi il mestiere e il fare, senza ricette o formule, ma imparando sul campo, dall’esercizio. In famiglia gli stampi (le matrici ) sono in legno di pero e sono state intagliate con la sgorbia dal nonno, bisnonno o trisavolo. I colori della tradizione sono pochi e tra questi spicca il blu. Un blu vegetale, derivato dalla macerazione di alcune piante del territorio, tanto bello e luminoso da regalare subito un tono regale alle tavole, ai letti, alle cucine delle case di Romagna.

In questo modulo di lavoro si propone di ripercorrere attraverso i soggetti delle stampe la storia di queste decorazioni e delle tradizioni rurali della Romagna. La visita ad una stamperia e l’osservazione dei materiali, degli strumenti e delle azioni di stampa può ampliare la comprensione della tecnica e valorizzare la produzione attiva oggigiorno.

Attraverso la conoscenza e la comprensione delle tradizioni, anche quelle più semplici legate agli arredi domestici, è possibile mantenere viva l’identità di un popolo, soprattutto in considerazione di una nuova epoca, quella attuale, in cui la globalizzazione tende a uniformare storie e culture, senza un reale vantaggio per l’uomo.

Deborah Gaetta, SISAM, Ravenna

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