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Progetto per quattro totem – Unu - quale simbolo della Polinesia di ieri , di oggi e di domani
domenica 29 Gennaio 2012
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GIF PROGETTO Realizzazione di 4 totems (unu) che simbolizzano la Polinesia di ieri, di oggi e di domani e che saranno posti in giardini pubblici.

PUBBLICO

20 studenti scultori e incisori al secondo e terzo anno di formazione e tre professori del CMA, Centro dei mestieri d’arte di Tahiti.

OBIETTIVI

- Riflessione e scambi sulle nozioni d’ arte e d’artigianato
- Approfondimento delle acquisizioni culturali polinesiane ancestrali.
- Apertura alla conoscenza dei grandi movimenti artistici.
- Mettere in gioco l’esercizio “della percezione immaginativa" (Paul Klee)
- Sviluppare il senso dell’ innovazione
- Approfondimento delle loro acquisizioni artistiche: tecnica e "know-how"
- Ricerca di pratiche tecniche antiche

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COMPETENZE E RIFERIMENTI CULTURALI

Pratiche di scultura ed acquaforte . Conoscenza dell’artigianato tradizionale polinesiano (simbolico: tatuaggio, vestigia archeologiche e scultura antica).

MATERIALE

- Video proiettore
- Tavole di compensato: 30 x 30, 40 x 30
- Plexiglas
- Fogli di rame
- Mixtion da dorare
- Vernici acriliche
- Vernice
- Pennelli

SVOLGIMENTO

- Le tappe

1. Appropriazione del paesaggio con gli studenti:

Per potere realizzare un totem, l’appropriazione del paesaggio è necessaria per farne emergere l’aspetto simbolico: paesaggi naturali/paesaggi culturali (marae, unus)

Il marae, luogo di culto polinesiano, e gli unus sono inscindibili

Il marae è un recinto all’aperto dove si svolgevano le cerimonie religiose durante le quali i vecchi veneravano gli dei ed i loro antenati deificati, i tupuna.

Ogni famiglia in senso largo del termine, possedeva il suo marae. È il capo supremo, Arii Nui (il grande re) che possedeva il marae più importante, sul quale si svolgevano a volte sacrifici umani.

Gli Unus erano fissati su questo marae : sono sculture di legno (tavole incise) dalle forme geometriche umane o animali che fungono da legame con lo spirito di un dio o di un vecchio.

2. Uso della scheda pedagogica dell’ Associazione Paysage et patrimoine sans frontière

“ Nel giardino di Teodorico: dal percorso sensoriale al taccuino di viaggio„

3. Scoperta del movimento Liberty

Un nuovo modo di esprimersi.

Lo stile liberty è caratterizzato dall’inventiva, la presenza di ritmi, colori, ornamenti, ispirati dagli alberi, dai fiori, dagli insetti, dagli animali, e che introducono il sensibile nella decorazione quotidiana.

È a partire da idee e da ideali comuni che sorse l’aspirazione ad uno stile omogeneo che troverebbe la sua espressione non nell’uniformità, ma nella diversità.

Lo stile liberty contiene l’accettazione delle differenze di tipo e di spirito tra gli esseri, procede da una grandissima generosità di pensiero.

La concezione del liberty fece rivivere l’artigianato: è lo stile del progettista individuale, che rimette al centro il lavoro dell’artista e che allontana quello della macchina. (Fonte: Wikipedia).

4. Power Point sullo stile liberty e su Gustav Klimt

5. Dibattito con i tirocinanti sull’arte e l’artigianato da partire dal video power-point e dalla presentazione del lavoro di Patrick Guichard, pittore e formatore, membro dell’Associazione Artiste NO Tahiti

6. Power Point su Jean-Michel Basquiat

7. Dibattito con i tirocinanti a partire dal video power-point su Jean-Michel Basquiat sul suo lavoro e le sue origini multiculturali.

8. Realizzazione dei 4 totems (2,40 m) che rivisitano gli unus tradizionali messi nei luoghi di culto (marae) della vecchia religione politeista polinesiana

Sul tema:

Il totem, un omaggio agli antenati ed agli dei ritrova un senso: una passerella tra il paesaggio sacro ed il paesaggio profano, un racconto dello spazio , uno strumento di comprensione dell’appropriazione collettiva.

5 studenti per totem: ciascuno un elemento in legno(cm 20 x 40) che sarà fissato su montanti di legno in riferimento agli a unus.

Ogni studente ha realizzato la sua opera utilizzando le tecniche imparate in occasione dei corsi di storia dell’arte e di pratica artistica e reinterpretando gli apporti culturali contemporanei e tradizionali (presenze di concetti e di parole polinesiani atua /dei, tiki, * to’ o… dio che piange…)

* To’ o: Ari’ i o capi/re erano in relazione con gli dei tramite oggetti ed in particolare i to’ o che consistevano (generalmente) in una armatura di legno ricoperta da una rete stretta intrecciata con fini cordicelle di fibre di cocco, di diversi strati di tapa avvolti con piume rosse.

A volte, tratti umani erano rappresentati alla superficie dell’ involucro : bocca, naso, occhi, braccio, mani, ombelico . L’oggetto apparteneva alla famiglia ed era conservato nel marae in un cofanetto sacro

Il to’ o costituiva una materializzazione del divino, una personificazione del dio Oro, allo stesso tempo dio della guerra e della fertilità. (fonte: giri del mondo)

Esposizione degli Unus nei giardini.

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VALUTAZIONE

Verterà sullacapacità di:

- Riappropriarsi e reinvestire conoscenze e tecniche nell’ambito di un lavoro di gruppo.
- Elaborare e condurre un progetto a termine.
- Collaborare ed aiutarsi in equipe
- Esporre il proprio lavoro


Patrick Guichard
Associazione “Artiste No Tahiti “FR

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