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Assier-Livernon.Francia.Un mestiere del paesaggio.La ristruttrazione di vecchi edifici.
giovedì 12 Maggio 2011
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L’associazione "Paysage et patrimoine sans frontière" mette risorse on-line sul sui mestieri del paesaggio , per gli insegnanti delle scuole professionali e per i loro studenti.

Tre persone intervistate parlano della loro esperienza nella costruzione riscoprendo gli antichi mestieri, della sua valorizzazione e il suo inserimento nel paesaggio:

- Jean-Pierre Vermande è muratore e tagliapietra Assier- Livernon nel "Parc des Causses du Quercy". Con una formazione alla Ecole des Beaux Arts di Avignon si è specializzato in antichi edifici.
- Arnaud Caussat, studente all’ L’ Ecole Nationale Supèrieure d’Architecture di Tolosa.
- Jeremy Lavayssière, candidato all’ esame di maturità tecnica nel ramo "costruzione , organizzazione e realizzazione" al liceo professionale Louis Vicat Souillac nel dipartimento Lot.

Abbiamo incontrato Mr Vermande in un cantiere di restauro su un complesso architecttonico di pietra del Quercy, a lungo abbandonato dai suoi proprietari.

- Paysage et patrimoine sans frontière : - Sig Vermande qual è l’originalità del suo metodo ?

- JP Vermande :- Il mio metodo consiste nel fare il massimo uso di materiali riciclati. Il restauro deve essere visibile il meno possibile per valorizzare al massimo l’antica costruzione .

Il mio intervento discreto nel paesaggio attraverso l’utilizzo di materiali naturali : pietra, legno di recupero, rivestito di canapa e calce permette alla costruzione restaurata di riconquistare la sua eleganza che si integra con il paesaggio circostante

- Paysage et patrimoine sans frontière :- L’analisi del paesaggio è molto importante per lei ?

JP Vermande :-Si certo, un buon restauro si basa sull’ osservazione dell’ architettura tradizionale.

E’ necessario:
- conoscere le antiche tecniche di costruzione,
- adattarsi alle tecniche attuali,
- integrare l’evoluzione storica,
- riparare gli elementi di cattivo gusto di restauri precedenti,
- conoscere il percorso del sole, le aree soleggiate o all’ombra,
- studiare la vista che si ha dall’interno verso l’esterno

- Paysage et patrimoine sans frontière :-Anche se il restauro è ancora ben lontano dall’ essere terminato , perchè è stato creato un orto.

- Qual è il suo scopo in questa fase di costruzione?

JP Vermande :-In primo luogo, è piacevole avere belle delle belle verdura . Ma non è questo il motivo principale. Vorrei che i miei studenti s’impadronissero del posto in cui lavorano.

- È importante che il cantiere sia ordinato,
- L’orto richiede una cura quotidiana, è un luogo preservato dalle specie invasive,
- L’orto richiede l’organizzazione dello spazio,
- E ’molto educativo per le persone che avranno bisogno nel loro lavoro futuro di gestire il rifornimento del cantiere ed evitare di perdere tempo in inutili ricerche.

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Paysage et patrimoine sans frontière :-La sua tecnica poco diffusa è più costosa per i clienti rispetto alle tecniche tradizionali?

JP Vermande : - Assolutamente no! I costi sono comparabili, mentre la mia tecnica è molto più rispettosa dell’ambiente. Io produco molto meno rifiuti finali. Riciclo i materiali. Inoltre, l’uso di prodotti naturali, quali pietre, calce, canapa per l’isolamento è probabilmente benefico per la salute degli occupanti.

E ’pur vero che la mia tecnica non è molto comune. Primo, perché pochi professionisti sono formati a questo tipo di costruzione, per il loro gusto e convenienza. Poi il cliente deve attenersi, e non è sempre il caso, al mio modo discreto di intervenire che è talvolta in contrasto con la volontà dei proprietari di esibire le loro belle case e di preferire un restauro quindi chiaramente visibile. Mi rivolgo quindi a un pubblico competente, che non è raro , e non mi lamento.

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Appassionato del suo lavoro, Jean-Pierre Vermande non esita a condividere la propria esperienza offrendo corsi di formazione a studenti come Arnaud Caussat.

- Paysage et patrimoine sans frontière:-Che interesse c’è per uno studente in architettura a fare uno stage in un centro di restauro nel cuore del Parco ‘des causses du Quercy’ ?

- Arnaud Caussat ENSAT di Tolosa :- E’ una iniziativa personale, la volontà di avvicinarmi all’Eco-costruzione, argomento che è per il momento poco trattato nella scuola nazionale di Architettura.

- Paysage et patrimoine sans frontière :- L’iniziativa di questo centro di ‘eco-costruzione è qualcosa di innovante ?

Arnaud Caussat ENSAT di Tolosa : -Si, senz’altro, poichè l’idea di lavorare sul restauro di una borgata dà un’altra dimensione al restauro. Con il Sig. Vermande abbiamo un approccio globale, con interrogazioni di fondo sul senso del restauro.

Per esempio dobbiamo chiederci : a chi è destinato questo restauro?

Inoltre, non dobbiamo dimenticare il fatto che un buon restauro deve continuamente richiamare il passato (sistemazione delle aperture, posizionamento della casa nel paesaggio) ma anche essere innovante e cercare di toccare alcuni punti fondamentali riguardanti l’ambiente :

- la comodità e la salute degli occupanti
- la preservazione delle risorse energetiche (con per esempio le doppie pareti di canapa fabbricate dal centro, o il riciclaggio dei materiali)
- la lotta contro il riscaldamento climatico (installazione di pergole ricoperte di vigna, ecc. )

Insomma, questo centro è per il corsista un ponte tra la scuola e la professione che eserciterà in futuro.

- Paysage et patrimoine sans frontière:- E la sensibilità al paesaggio in tutto ciò ? E’ importante ?

- Arnaud Caussat ENSAT di Tolosa:.- E’ importante nella misura in cui cercare di integrare una costruzione nel paesaggio che la circonda significa ricercare l’armonia in questo paesaggio. Ora l’armonia è fonte di bellezza, di equilibrio e di quiete. Bisogna quindi aver acquisito una sensibilità paesaggistica. Sfortunatamente, non è sempre il caso per le persone che devono lavorare nel restauro degli edifici o nella costruzione.

Il centro di eco- costruzione diretto dal Sig. Vermande è particolarmete interessante sotto parecchi aspetti :
- da un punto di vista economico questa tecnica è competitiva rispetto alle tecniche tradizionali. Permette di demarcarsi dalla concorrenza rispondendo alle aspirazioni di una clientela avveduta.
- da un punto di vista ambientale i vantaggi sono evidenti, tanto per l’aspetto estetico che per la riduzione dei rifiuti prodotti, o ancora per l’assenza quasi-totale di prodotti industriali nocivi per la salute degli occupanti.

L’originalità e anche la difficoltà dell’iniziativa sta da un lato nell’acquisizione di tecniche poco praticate, e dall’altro, per i corsisti, nell’educazione allo sguardo sul paesaggio che circonda la costruzione.

Questa educazione al paesaggio che si fa in maniera molto attiva, concreta, darà un valore aggiuntivo alla qualifica degli artigiani-muratori, degli architetti ….. Sarà quel qualcosa in più sul mercato del lavoro e sul mercato della costruzione ecologica. Questi professionisti potranno così rispondere alle domande più specifiche dei clienti e essere portatori di progetti di rinnovamento che uniscono innovazione e tradizione.

Resta da integrare la dimensione storica del luogo senza la quale l’analisi del paesaggio può non rivelare tutto il suo senso.

Jérémy Lavayssière :- Dopo una formazione a Egletons come " conducteur de travaux " , ho finito il primo anno BAC Pro tecnico, Lycée Louis Vicat Souillac nel http://vicat.entmip.fr/ Lot ..

La formazione è effettuata su tre anni intervallati da 19 settimane di stage. (Vedi formazione) http://vicat.entmip.fr/le-lycee-lou…)

Io sono figlio del muratore Théminette Lot, e voglio rilevare l’impresa edile di famiglia .

Paysage et patrimoine sans frontière :- Perché ha scelto questo centro di formazione ecologica per effettuare alcune delle sue 19 settimane di stage in impresa ?

- Jérémy Lavayssière –Devo dire che è un po’ per caso : ignoravo l’esistenza di questo centro che non è neppure molto lontano da casa mia, solo grazie ad un incontro informale ho conosciuto l’esistenza di questo centro.

- Paysage et patrimoine sans frontière:-Nei suoi precedenti stage in edilizia è stato sensibilizzato al tema del paesaggio ?

- Jerémy Lavayssière :- No, è la prima volta che mi trovo in questa situazione. All’inizio ero un po’ sorpreso, mi domandavo in che cosa poteva essermi utile il passare un momento il giovedì a guardare l’orto o il pergolato che cresce davanti a una delle case restaurate del villaggio in cui noi lavoriamo. Passiamo anche dei lunghi momenti ad osservare la natura e i materiali (vecchi legni, pietre)

- Paysage et patrimoine sans frontière:-Questo contatto un po’ originale con il paesaggio può darle delle competenze per il suo lavoro futuro ?

Sì, credo : anche se sono sorpreso dato che non avevo l’abitudine di lavorare così, mi sembra di scoprire un universo in cui vivevo ma che non conoscevo. Non avevo mai fatto attenzione al paesaggio dove vivo e soprattutto non avevo avuto l’occasione di chiedermi se questo potesse riguardare il mio futuro lavoro di muratore. Peraltro questo modo di lavorare può rappresentare un plusvalore rispetto alla concorrenza.


Autore : Monique Malique
Associazione Paysage et patrimoine sans frontièreSaint Germain-en-Laye

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